Consiglio regionale Sardegna
Foto: Regione Sardegna / Google Immagini

La Regione Sardegna ha pubblicato ieri l’elenco degli indici di trasmissibilità dei Comuni, ovvero l’indice di contagio del coronavirus, che deve risultare sotto lo 0,5 per consentire agli amministratori locali di procedere con l’autorizzazione delle riaperture anticipate di alcune attività, come parrucchieri ed estetisti, dall’11 maggio.

Ma – come si legge in un articolo pubblicato da AGI – la gran parte dei 377 centri dell’isola non ha un indice R(t) “statisticamente rilevante”; ciò significa che nel comune sono stati diagnosticati meno di trenta casi ed è stato quindi impossibile calcolarlo.

Gli unici indici forniti dalla Regione sono quelli della Città Metropolitana di Cagliari, il cui dato aggregato è di 0,45; della città di Ossi (0,11), che ha superato i trenta contagi concentrati tutti nella casa di riposo; e di Sassari, epicentro del contagio, che registra un indice di trasmissibilità pari a 0,96.

Alla luce di questi dati, e in mancanza di certezze, sembra quindi improbabile che i sindaci possano autorizzare aperture anticipate, soprattutto considerando che il Governo prenderà decisioni in merito ad una sola settimana di distanza. Molti amministratori – come scrive La Nuova Sardegna – hanno infatti già dichiarato che seguiranno il Dpcm.

A denunciare il clima di incertezza nella strategia regionale è il presidente dell’Anci Sardegna, Emiliano Deiana, che esprime le sue perplessità in un post pubblicato su Facebook: “Annunciare un dato Rt, calcolato comune per comune e rendersi conto del fatto – come da più parti si faceva notare – di essere ‘statisticamente irrilevante’ aggiunge incertezza ad incertezza mentre probabilmente il Governo annuncerà la riapertura differenziata, Regione per Regione, per il 18 di maggio. Per una settimana di differenza era necessario mettere in agitazione 377 comuni, migliaia e migliaia di operatori economici e di dipendenti per poi avere un dato statisticamente NON significativo?”.