Consiglio regionale Sardegna
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera che Nursing Up Sardegna – sindacato delle professioni infermieristiche, rappresentativo e firmatario del CCNL Comparto Sanità – ha scritto dopo aver appreso della presentazione da parte del Gruppo Consiliare Regionale della Lega di una proposta di legge Regionale sull’istituzione della figura dell’infermiere di famiglia.

Il nostro Sindacato ha sempre sostenuto la creazione di questa importante figura in Sardegna come pilastro per la creazione di un sistema territoriale efficiente, che permetta una più appropriata gestione dei pazienti cronici a domicilio, liberando così le risorse dei presidi ospedalieri per la gestione dei pazienti acuti.

Tuttavia, le sperimentazioni in Italia su questa figura sono state eterogenee ma, come evidenziato dai professionisti in campo, i sistemi più efficienti si sono dimostrati quelli che prevedevano un infermiere di famiglia convenzionato con la Regione o dipendente delle Aziende Sanitarie Locali.

Al contempo, la scelta di alcune Regioni di sperimentare l’infermiere di famiglia come dipendente del Medico di Medicina Generale o assegnato ad esso tramite cooperative si è dimostrata fallimentare, con il professionista relegato alla gestione burocratica dello studio anziché alla sua mission professionale preventiva e assistenziale. Non a caso la stessa Presidente FNOPI (Federazione Nazionale degli Ordini Infermieristici) ha puntualizzato nei giorni scorsi, in un incontro con alcuni Parlamentari, che ‘L’ infermiere di famiglia non è l’assistente di studio del medico di medicina generale e non è assunto da questo, ma è una figura professionale che insieme ad altre figure professionali forma la rete integrata territoriale, prende in carico in modo autonomo la famiglia, la collettività e il singolo. Ha un ruolo anche proattivo per promuovere salute, educazione sanitaria per la persona sana e la famiglia e la comunità e insegna l’adozione di corretti stili di vita e di comportamenti adeguati’.

Pertanto, come Nursing Up, pur plaudendo all’istituzione di questa rivoluzionaria figura, già nelle prossime ore chiederemo una audizione alla Commissione Sanità per poter discutere l’inquadramento di questa nuova figura nel Sistema Sanitario Regionale, la quale ribadiamo deve avere autonomia professionale e decisionale con possibilità di apertura di ambulatori dedicati, al fine di tutelare i professionisti e i cittadini da eventuali storture organizzative che, in alcune Regioni Italiane, hanno trasformato l’infermiere di famiglia da professionista della salute a segretario di studio medico.

In conclusione, plaudiamo anche alla possibilità, prevista dalla proposta di legge, di istituire in seno all’Assessorato alla Sanità il Servizio delle Professioni Sanitarie con aree dedicate alle diverse professioni.