Agenzia delle Entrate Sassari
Foto: Agenzia delle Entrate Sassari / Google Street View

Sono numerosi i cittadini di Sassari e provincia che, negli ultimi mesi, si sono visti recapitare una cartella esattoriale da parte dell’Agenzia delle Entrate. Oggetto della richiesta è il pagamento del ticket sanitario per una prestazione usufruita negli anni che vanno dal 2011 al 2014.

Secondo l’Ats, il recupero crediti è partito nei confronti di coloro che avrebbero dichiarato il falso sulle autocertificazioni che ne attestavano il diritto all’esenzione. L’elenco di coloro che, in questo arco di tempo, hanno beneficiato di un servizio sanitario in maniera gratuita, è stato preso in esame da parte degli organi competenti che, in questo modo, hanno riscontrato alcune inesattezze.

Ticket sanitario: i motivi del recupero credito da parte dell’Agenzia delle Entrate

In particolare, sembrano essere numerose le persone che, negli anni indicati, hanno subito una variazione del reddito o del loro stato di occupazione, non denunciando in maniera tempestiva il cambiamento. In questo modo, hanno avuto la possibilità di usufruire delle prestazioni sanitarie senza il pagamento del ticket annesso e mantenendo inalterato il loro status.

Per questo motivo, l’Agenzia delle Entrate si è mossa per attivare il servizio di recupero crediti nei confronti dei cittadini inadempienti che, al contrario, dovranno dimostrare di aver agito in maniera corretta.

Nel giro di pochi giorni, le persone che hanno ricevuto via posta la cartella esattoriale si sono rivolte immediatamente all’Asl di Sassari per avere maggiori informazioni in merito. Secondo quanto dichiarato dai rappresentanti di quest’ultima, gli operatori di sportello degli uffici distrettuali possono fornire solo ed esclusivamente questo tipo di informazioni: “La motivazione dell’avviso di pagamento ossia cosa risulta dall’accertamento effettuato dalla Sogei (Società in House del Ministero dell’Economia e delle Finanze deputata ad effettuare i controlli), l’elenco delle prestazioni sanitarie usufruite in regime di esenzione con i relativi importi e l’autocertificazione che risulta sul sistema TS”.

In altre parole, gli operatori chiamati in questione non possono provvedere a chiudere la situazione debitoria che si è venuta a formare a causa di autocertificazioni non veritiere, così come non possono agire per gli avvisi di pagamento già inviati ai cittadini dall’Agenzia delle Entrate. L’unica azione loro concessa è quella di chiudere a sistema il debito creatosi qualora gli utenti coinvolti riuscissero a fornire tramite mail una copia delle ricevute di avvenuto pagamento delle somme richieste.

Ticket sanitario: come dimostrare l’avvenuto pagamento

Come riportato dal comunicato, presso la sede legale dell’Ats Sardegna non è presente un Ufficio Sanzioni che si occupa di ciò, e la richiesta da parte degli utenti deve essere effettuata solo ed esclusivamente in forma telematica o telefonica agli uffici distrettuali (ex Sau) competenti in base al territorio di appartenenza. Questo perché, a causa dell’emergenza Covid, non è possibile recarsi di presenza, salvo previo appuntamento.

Infine, sempre come indicato dall’Asl, il reclamo per via telematica deve essere inoltrato agli indirizzi mail dedicati, indicando nell’oggetto il tipo di richiesta e il numero dell’avviso ricevuto da parte dell’Agenzia delle Entrate. Fondamentale sarà fornire tutti i dati anagrafici dell’utente coinvolto, oltre al numero di telefono e ad una copia in formato pdf del pagamento avvenuto al fine di poter analizzare la richiesta in questione.