Comando Municipale Sassari
Foto: Comando Municipale Sassari / Carla Casu

Un rispetto rigoroso e serio delle norme anti-Covid nel primo fine settimana in zona rossa. È quanto è emerso dai controlli compiuti in questi giorni in tutto il territorio del Comune di Sassari da parte della Polizia locale. Gli agenti del Comando di via Carlo Felice sono stati impegnati in posti di blocco all’ingresso e all’uscita della città e in pattugliamento del territorio, e hanno evidenziato da parte della popolazione il totale rispetto delle norme anti-contagio.

Su oltre cento attività controllate, soltanto due i bar chiusi perché somministravano bevande all’interno o nelle immediate vicinanze del locale. Sanzionate anche tre medie strutture di vendita nella zona di Predda Niedda e viale Porto Torres perché consentivano l’acquisto di prodotti che nelle zone rosse dovrebbero essere interdette ai clienti.

“A chi crede che convenga non rispettare la norma perché i guadagni superano la sanzione, ricordo che a Sassari, in base alle ordinanze sindacali tuttora in vigore, trovano applicazione le sanzioni accessorie con la chiusura dell’attività per minimo cinque giorni, fino a trenta. Nel rispetto di tutta la cittadinanza che sta facendo grandissimi sacrifici ormai da più di un anno e delle attività che seguono le regole, rinunciando a buona parte del guadagno perché si sente parte attiva di una comunità nella lotta alla pandemia, da questo momento saremo inflessibili nell’applicare tutte le sanzioni accessorie, già dalla prima violazione”, commenta il sindaco di Sassari Nanni Campus.

Sassari ancora una volta si è confermata una comunità che, unita e con forte senso del dovere, ha rispettato le norme imposte per tentare di limitare il diffondersi del virus. E questo si dimostra anche dai dati sui contagi, che a Sassari, almeno finora sono sotto la media regionale. Il rispetto delle quattro semplici regole che da subito sono state imposte (uso costante e corretto della mascherina, divieto di assembramento, rispetto delle distanze interpersonali e sanificazione frequente delle mani) continua a essere – in attesa di un’ampia copertura con le vaccinazioni – l’unica arma per limitare i contagi da coronavirus.