Polizia Municipale Sassari
Foto: Polizia Municipale Sassari / Google Immagini

Proseguono senza sosta in tutto il territorio comunale i controlli della Polizia locale sul rispetto delle norme di contrasto al diffondersi del coronavirus. Soltanto dall’inizio della settimana sono state sanzionate e chiuse due attività commerciali nella zona di viale Porto Torres e Predda Niedda, che si aggiungono alle tre multate nel fine settimana.

Consentivano l’acquisto di prodotti che nelle zone rosse dovrebbero essere interdetti ai clienti. Una grave mancanza di rispetto nei confronti dei colleghi che invece rinunciano a parte degli incassi per senso del dovere e di comunità, nel rispetto di quanto disposto dai decreti nazionali. Oggi è stato chiuso per cinque giorni, come prevede l’ordinanza sindacale in vigore, anche un bar perché consentiva la consumazione di bevande davanti al locale, creando così assembramenti. Stessa sanzione per un altro bar che nei giorni scorsi aveva undici persone (tutte multate) davanti all’ingresso che bevevano ovviamente senza tenere la mascherina correttamente indossata. Il gestore, nonostante l’obbligo di chiusura imposto dalla sanzione, ha deciso di aprire e per questo è stato denunciato.

I controlli, così come preannunciato dal sindaco Nanni Campus nei giorni scorsi, sono stati intensificati e anche le sanzioni sono applicate nella forma più aspra. Una decisione legata anche all’aumento importante dei contagi, che in 10 giorni sono passati da 90 a 169, soltanto a Sassari. Oggi, 22 aprile, i positivi in città sono 169, di cui 21 ricoverati (dieci giorni fa erano 14) e 13 nuovi casi rispetto a ieri.

Confermato invece il generale rispetto delle regole da parte della popolazione: tutte le persone fermate durante i pattugliamenti e nei posti di controllo rispettavano le norme anti-Covid. Il rispetto delle quattro semplici regole che da subito sono state imposte (uso costante e corretto della mascherina, divieto di assembramento, rispetto delle distanze interpersonali e sanificazione frequente delle mani) continua a essere – in attesa di un’ampia copertura con le vaccinazioni – l’unica arma per limitare i contagi.