
Il problema dell’occupazione nel Sud Italia è sempre stato di grande rilevanza sociale e storica. Molti giovani e adulti si vedono costretti ad abbandonare, ogni anno, le proprie terre e famiglie per cercare lavoro altrove, spesso al Nord. Tuttavia, va sottolineato che regioni come la Sardegna, nonostante sia un’isola, offrono diverse opportunità lavorative. Recentemente, però, il mercato del lavoro, anche qui, ha vissuto alti e bassi: dopo una contrazione nel 2020 a causa della pandemia, i dati positivi si sono registrati nel 2021 e in parte nel 2022 (durante la quale l’occupazione è tornata ad aumentare, anche se solo del 0,5% rispetto al 2021). Il Programma di Occupabilità dei Lavoratori (GOL) ha introdotto diverse misure di supporto all’occupazione, specialmente per coloro che stanno cercando di entrare nel mondo del lavoro o di trovare nuove opportunità professionali.
Nonostante l’indebolimento della crescita occupazionale che è stata registrata nella seconda metà del 2022 la tendenza è comunque buona. Le nuove assunzioni (soprattutto per i contratti a tempo indeterminato) sono aumentate con un +10,6% rispetto al 2021. Questo ha portato ad una diminuzione della disoccupazione con un -5,2%, passando da 81,6 mila (primo trimestre 2022) a 77,4 mila (primo trimestre 2023). Nello specifico sono le donne a far registrare una diminuzione della disoccupazione con un -29,2, mentre la disoccupazione maschile risulta in aumento. Gli inattivi passano così da un 39% a 38,1%. Dunque, la forza lavoro passa da 628 mila a 636,3 mila, con una variazione dell’1,3%.
La crescita della componente di donne (da 44,9% a 49,2%) porta a un aumento del tasso di occupazione totale della regione da 52,9% a 54,3%, riducendo anche quello che per decenni è stato un gap di genere nell’ambito lavorativo. Questi dati indicano che l’occupazione in Sardegna è in crescita, ma che la crescita è guidata principalmente dalle donne. Inoltre, secondo gli studi condotti nel report “Economie regionali” 2023 di Banca d’Italia, analizzando la regione Sardegna è stato evidenziato che nell’ultimo decennio il divario tra questa ragione e il resto dell’Italia è aumentato anche in termini di retribuzioni. Ad esempio, nel 2021, le retribuzioni medie in Sardegna erano inferiori di circa un quarto rispetto alla media delle altre regioni, ad oggi sembrerebbe in leggero aumento.
Con riguardo al titolo di studio, il settore economico è quello che meglio si presta a garantire una occupazione maggiore nei diversi settori occupazionali presenti sull’isola. Il percorso di una magistrale in economia è accessibile sia mediante l’immatricolazione presso l’università tradizionale che si avvale della metodologia didattica in presenza, con lezioni frontali; oppure è possibile accedere ad università online che si avvalgono, invece, della metodologia didattica online garantendo non solo un’offerta formativa in linea con le esigenze del mercato del lavoro, ma attraverso la didattica e-learning, si soddisfano le esigenze dei propri studenti, i quali possono accedere alle lezioni mediante piattaforme appositamente predisposte, accessibili 24 ore su 24, come ad esempio i numerosi corsi dell’università telematica Niccolò Cusano. Altre facoltà maggiormente quotate in Sardegna abbiamo l’indirizzo agrario, alimentare, turistico e in alcuni settori anche l’ingegneria.









































