Dove vedere Serie A 2025/2026
Calcio / Credit: Pixabay

La Serie A 2025/2026 si appresta a ripartire, portando con sé l’eterno mix di passione, rivalità e incertezza che caratterizza il massimo campionato italiano. Le squadre si sono rafforzate, i giovani talenti scalpitano e i grandi campioni sono pronti a dare spettacolo. Eppure, per il tifoso moderno, l’emozione del calcio giocato è sempre più inscindibile dalla complessità del “come” e “dove” poterlo seguire.

Con i diritti televisivi frammentati tra diverse piattaforme e il calendario sempre più spezzatino, assistere a tutte le partite della propria squadra del cuore o, ancor di più, a tutti i match di cartello, è diventato un’impresa che richiede non solo tempo, ma anche un notevole investimento economico.

Il calcio spezzatino: una partita al giorno

Il calendario della Serie A ha subito negli ultimi anni una trasformazione radicale, allontanandosi sempre più dal classico format del turno domenicale. La logica del “calcio spezzatino” ha preso il sopravvento, spalmando le partite su un arco di tempo che può durare fino a sei o sette giorni. Basta cercare in rete Calcio in tv oggi per essere sommersi da una serie di eventi quotidiani per appassionati. L’obiettivo è chiaro: massimizzare l’audience e l’esposizione mediatica di ogni singolo match.

Se da un lato questo permette di avere un appuntamento fisso quasi ogni sera della settimana, dall’altro costringe il tifoso a una vera e propria maratona di impegni. La partita del venerdì sera, l’anticipo del sabato, la classica domenica pomeriggio, il posticipo serale e il match del lunedì: il calcio non è più un evento concentrato, ma una costante presenza nella vita settimanale. Tale distribuzione, se da un lato accontenta chi vuole avere sempre qualcosa da vedere, dall’altro rende quasi impossibile la visione di tutte le partite per chi non ha la possibilità di stare incollato allo schermo ogni sera.

Dove vedere la Serie A 2025/2026

Il vero nodo della questione, e la principale fonte di frustrazione per i tifosi, risiede nella frammentazione dei diritti televisivi. Se un tempo era sufficiente un singolo abbonamento, oggi per seguire tutte le partite è necessario sottoscrivere più servizi, con costi che si sommano e diventano un peso significativo sul bilancio familiare. Per la stagione 2025/2026, lo scenario si ripresenta con la stessa complessità delle annate precedenti.

Le principali piattaforme che detengono i diritti si spartiscono le partite in modo tale da rendere quasi inevitabile l’attivazione di più abbonamenti.

DAZN e Sky

DAZN: è tornata ad essere la casa di quasi tutte le partite di Serie A. Con il suo modello di streaming, offre la possibilità di vedere quasi tutti i match, solitamente con un’esclusiva per 7 partite a turno e una co-esclusiva per le restanti 3. La sua offerta, basata sull’accessibilità da vari dispositivi, ha cambiato le abitudini di visione, portando il calcio su smartphone, tablet e smart TV. L’abbonamento DAZN, tuttavia, ha un costo non indifferente e richiede una connessione internet stabile e performante per garantire una visione fluida e senza interruzioni.

Sky: continua a essere un punto di riferimento per il calcio italiano, ma la sua offerta si è ridimensionata. Nonostante non abbia più tutte le partite, detiene i diritti per tre match a turno in co-esclusiva con DAZN. Questo significa che, per non perdersi neanche un minuto di campionato, il tifoso deve necessariamente avere un abbonamento Sky, oltre a quello DAZN. Sky, con la sua esperienza decennale nel settore, offre una qualità di trasmissione elevata e una ricca programmazione di approfondimento, con studi pre e post-partita e commentatori di alto livello.

Altri servizi e piattaforme: in futuro, potremmo assistere all’ingresso di nuovi attori. Il mondo delle piattaforme di streaming è in continua evoluzione e non è escluso che altri giganti del web decidano di investire nel calcio. Questo potrebbe portare a un’ulteriore frammentazione, con un aumento delle opzioni ma anche della confusione per l’utente finale. Ad esempio, servizi come Amazon Prime Video, che già trasmettono partite di Champions League, potrebbero un giorno competere anche per i diritti della Serie A.

Un tifoso, tanti abbonamenti: la spesa cresce

Il risultato di questa frammentazione è un evidente dispendio economico per l’utente. Per seguire la Serie A 2025/2026 nella sua interezza, un tifoso deve quasi obbligatoriamente sottoscrivere un abbonamento a DAZN e uno a Sky. La somma dei costi mensili di questi servizi si aggira su cifre non trascurabili, rendendo la visione del calcio un lusso per pochi.

Le promozioni e le offerte combinate possono in parte attenuare il problema, ma la sostanza non cambia: il calcio è diventato un prodotto a pagamento sempre più costoso e segmentato.

Il tifoso si trova così di fronte a un bivio: abbonarsi a tutto e spendere una cifra considerevole, scegliere di seguire solo le partite della propria squadra su una sola piattaforma, o rinunciare del tutto a parte del campionato. In un’epoca in cui l’intrattenimento è sempre più on-demand, il calcio resta un’esperienza che richiede un impegno economico e logistico notevole.